Alla conferenza dei capigruppo del Senato non deve essere piaciuta la legge sul Parlamento Pulito sostenuta da Beppe Grillo. E poche ore fa l’ha affossata, decidendo di non calendarizzarla. La casta, insomma, lotta ancora una volta per non rinunciare ai propri privilegi. Ricordiamo che l’iniziativa di Grillo è stata sostenuta da ben 350.000 persone.
Il provvedimento, depositato durante l’ultima legislatura del centrosinistra , era stato rispolverato dal partito di Antonio Di Pietro. A questo punto, il Presidente del Senato Schifani aveva inviato la proposta alla conferenza dei capigruppo, lasciando a loro la decisione sulla calendarizzazione del provvedimento.
La maggioranza, in questo caso compattissima, ha quindi dato parere negativo così come tutte le forze di opposizione. Maurizio Gasparri (Pdl), Anna Finocchiaro (Pd), Francesco Rutelli (Terzo Polo), Federico Bricolo (Lega Nord), Giampiero D’Alia (Udc), Giovanni Pistorio (Misto), Pasquale Viespoli (Forza Sud), alcuni dei nomi dei contrari.
Ricordiamo che la proposta di legge Parlamento pulito avrebbe abolito molti dei privilegi di cui godono i signori della Casta. In particolare:
- ineleggibilità dei condannati in via definitiva e nei primi due gradi di giudizio con processo in corso,
- ripristino dell’elezione diretta dei parlamentari con preferenza unica,
- limite massimo di due mandati.





